Basket Pino Ultimi Articoli
Preiscrizioni ai campionati giovanili 2008-2009
Under 19 Open (Probabilmente due gironi da 8 squadre - 20 preiscritte)
Savigliano
Basket Venaria
Pall. Moncalieri
Alter Piossasco
Cest. Biella
T.B. Cossato
Cierre Asti
Basket Galliate
Borgomanero
Michelin Grugliasco
G.S. Borgosesia
Lettera 22 Ivrea
Novara Basket
Pall. Chivasso
Verbania Eagles
Pol. Brabasket
Rivalta
Derthona
Ginnastica Torino
Pino Torinese
Under 13 Open (Probabilmente quattro gironi da 8 squadre (ma al momento non ci sono abbastanza squadre) - 24 preiscritte)
Savigliano
Arona Basket
Cierre Asti
B.C. Novara
La Lucciola Novara
Team '71 Bra
Basket Venaria
Eridania Torino
Junior Casale
Kolbe Torino
Lettera 22 Ivrea
Novara Basket
Oleggio
Olimpo Alba
Saluzzo
Pall. Biella
Pall. Cirié
Pall. Grugliasco
Pall. Moncalieri
Verbania Eagles
Crocetta Torino
R. et N. Aosta
Pino Torinese
Unisport Cavagnolo
Camp di Maen 2009
Ovviamente vi ricordo che prima ci muoviamo e prima riusciamo ad
organizzare un bel gruppo per andare su...
proporrei come settimane le seguenti annate
(ovviamente è una proposta poi ognuno è libero di andare quando puo):
- scoiattoli e aquilotti il primo turno dal 20 al 27 giugno,
- gli esordienti e gli under 13 dal 27 giu - 4 lug,
- gli under 15 la terza dal 4 - 11 lug.
Fatemi sapere
Erica Violante
qui di seguito foto e commenti del camp dell'anno scorso

Nei primi tre giorni ha piovuto molto e perciò abbiamo giocato in palestra; poi, nella seconda metà della settimana, il tempo è migliorato e siamo riusciti a giocare nei tre campi all'aperto che avevamo a disposizione.
Sono state formate 3 categorie in base all'età e alla tecnica:
- 1999-2000 - High School
- 1997-1998 - College
- 1996-1997 - NBA
Alcuni di noi hanno avuto febbre o infortuni che ne hanno limitato l'attività ma nel complesso tutto è andato bene.
Durante la settimana ci siamo allenati su fondamentali come:
- tiro
- palleggio
- passaggio
- difesa
- movimento senza palla
- smarcamento
Abbiamo fatto diverse gare, tra cui:
- 1 vs 1
- 3 vs 3
- 5 vs 5
- tiro libero
- star del camp
Le finali di ogni gara si sono svolte l'ultimo giorno. Così i nostri genitori che erano venuti a prenderci hanno potuto vederci.

Fasi di gioco della finale "Boston Celtics" vs "Los Angeles Lakers" .
Un momento della premiazione finale, forse il più atteso da tutti.
Campo scuola di maen in valtournenche
Nasce nel 1975 a Maen - Valtournenche Valle d’Aosta, su un terreno di 30.000 mq, a bordo del torrente Marmore dove esisteva il rudere di una vecchia centrale elettrica. I giovani dell’O.A.S.I. hanno lavorato due anni consecutivi ed hanno creato una Casa che servisse come colonia estiva gratuita per i bambini bisognosi di Torino. Negli anni, con continuo faticoso lavoro, l’O.A.S.I. di Maen è diventata un complesso che può ospitare i gruppi più diversi: saloni, locali per incontri, spazi per il riposo, il silenzio e la meditazione.
- Campo polivalente per pallacanestro e pallavolo - Campi da tennis - Campi da bocce - Spogliatoi - Parco giochi bimbi e zona picnic coperta - N° 80 posti letto. |
Casa aperta non solo per ospitare, ma soprattutto per favorire scambi culturali, conoscenze, amicizie, per fare chiarezza in se stessi e verificarsi.
La Casa aperta è quindi:
|
| I gruppi che vogliono lasciare le aridità, i rumori e le banalità della città per immergersi per qualche giorno nel verde della natura rigogliosa, genuina e vera, possono contattare l’Associazione O.A.S.I. |
Sponsor B2 Femminile
CANDIS srl
Via Vittorio Emanuele, 46
10020 Andezeno (TO)
ITALY
Tel.: +39 0119434556
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GENITORI, ISTRUTTORI E PSICOLOGO NELLO SPORT GIOVANILE
di Roberto di Lorenzo
La mia esperienza nasce da giocatore (scarso) con un padre sportivo di alto livello, che però non ha voluto che io praticassi una serie di sport per motivi “sociali”. Ho scelto il basket e ne ho fatto la mia vita. Come giocatore ho giocato pochissimo, allenandomi molto ed ottenendo un posto fisso solo quando sono diventato allenatore, presidente e giocatore della società in cui giocavo… Per giocare ho fatto l’allenatore e… ho smesso di studiare.
Varie le mie esperienze ma subito fulminato sulla strada della psicologia dello sport da Sandro Gamba. Ho allenato giovani a Napoli, la serie A, le nazionali giovanili, la serie A, per poi tornare alle giovanili a Napoli da direttore tecnico e dirigente.
Credo che il modello presentato da Tommaso ci aiuti molto a comprendere che in questo momento la capacità di relazionarsi ai ragazzi e quindi alle loro famiglie sia determinante nella riuscita del nostro lavoro.
Lo sport rappresenta una realtà in cui responsabilità individuale, rispetto delle regole si coniuga a divertimento in una situazione di scelta personale del ragazzo (anche se qui ci sarebbe da discutere).
Si dice che lo sport sia scuola di vita, per me lo può essere a patto che si metta una grande attenzione nell’insegnarlo e nel praticarlo.
Un’altra premessa, molte cose di cui parlerò spesso non si riesce a metterle in opera per una serie di situazioni contingenti, ma credo che la coscienza di ciò che deve essere fatto sia il primo passo per raggiungere un obiettivo.
Come arrivano i ragazzi a fare sport:
§ Messaggi pubblicità: dai corn flakes, ai giornali, ai compagni di scuola, alla Tv, ai video giochi dove ci si disegna campione (play station)!
§ Spinta del genitore:
o ex atleta
o sue mancate aspirazioni
§ Compagni di scuola, amici
Questi messaggi sono molto spesso improntati alla competitività esasperata, al vincere ed primeggiare tra gli altri come unica strada di fare sport.
Il non riuscire nello sport è un vedersi diminuito come immagine verso gli altri (genitori, compagni) e verso se stessi. E’ meglio andare male a scuola che non riuscire nello sport (secchione!)
Il riuscire all’opposto da spesso una prospettiva sbagliata di se stessi nella vita ed una sensazione di intoccabilità!
Da tutto ciò nasce una situazione di stress che va gestita dagli istruttori e dai genitori attraverso un corretta comunicazione tra:
1) Atleti – Istruttori
a) E’ la relazione più importante e può essere danneggiata da improprie critiche da parte dei genitori.
2) Genitori – Istruttori: quanto il tipo di rapporto influisce in modo diretto sull’atteggiamento e sul comportamento del giovane atleta nei confronti dello sport, non è facile definire ma la sua importanza è a mio parere sostanziale.
a) Cosa il coach deve comunicare ai genitori:
- Filosofia di gioco del coach
- Aspettative sul ragazzo
- Organizzazione degli allenamenti
b) Cosa comunicare all’allenatore
- Avere un primo contatto positivo presentandosi e proponendo una collaborazione
- Preoccupazioni particolari: comunicate direttamente al coach (problemi caratteriali, fisici, etc.).
- Problemi pratici (concomitanze di orari, studio, etc.)
- Specifiche preoccupazioni riguardo alla filosofia ed alle aspettative del coach.
c) Di cosa discutere con il coach
- Il trattamento riservato al figlio, mentalmente e fisicamente
- Modi per aiutarlo a crescere
- Preoccupazioni per il suo comportamento
d) Di cosa non parlare con l’allenatore
- Tempo di gioco
- Strategie di gioco
- Schemi chiamati
- Di altri giocatori
e) Come fare se ci sono cose di cui parlare con l’allenatore
- Fissare un appuntamento lontano dalla partita e dall’allenamento, in una situazione tranquilla e riservata.
3) Genitori - Atleti
a) Non cercare di vivere attraverso tuo figlio.
b) Se credi che l’allenatore non stia svolgendo un buon lavoro, non comunicarlo a tuo figlio.
c) Non dare suggerimenti tecnici durante la partita.
d) Non dare un cattivo esempio urlando contro arbitri ed avversari.
§ Scegliere lo sport giusto:
o Molti esperti sostengono che i ragazzi devono scegliere lo sport, a mio parere è vero solo in parte poiché sono troppi i messaggi che bombardano i ns. giovani e come genitore si dovrebbe riuscire ad aiutarli.
o Non vediamo solo gli sport di squadra, esistono altri sport in cui si può partecipare con più facilità non scartiamo a priori l’atletica, la canoa, la vela o altri sport che tra l’altro hanno il vantaggio di poter essere praticati per tutta la vita.
§ Fattori nella scelta dello sport:
o Il figlio sceglie perché….
§ Amici, genitori, tv, etc.
o In un secondo momento si rende conto che non riesce, diamogli l’opportunità di cambiare. Cerchiamo di capire perché vuole cambiare: il coach, la competitività, l’inadeguatezza.
o Il carattere svolge una funzione molto importante, non insistere con un figlio timido a partecipare ad uno sport di squadra quando per lui la corsa di lunga distanza è una situazione con cui si trova bene.
o La domanda centrale è “mio figlio si diverte nel fare sport?”
§ La scelta dell’allenatore
Insieme alle abilità tecniche i ragazzi imparano l’importanza di riuscire in un compito, il valore di avere una passione sportiva le ricompense del lavoro di gruppo, la gioia di raggiungere un obiettivo, l'importanza di sforzarsi per eccellenza, l'appoggio di un adulto premuroso ed il gusto dolce di realizzare il successo.
§ Il programma va in difficoltà quando l’allenatore stressa eccessivamente il concetto di vittoria mettendo in secondo piano gli altri benefici dello sport.
§ L’allenatore deve
o Saper insegnare e non solo avere conoscenze tecniche
o Dare entusiasmo, con la voce, con l’esempio sul campo
o Saper ascoltare, avere capacità di comunicare: Il rispetto nasce anche dal dimostrare la volontà di ascoltare gli atleti per tirare fuori che cosa hanno dentro e che aiuto richiede. Comprendere l’importanza dei piccoli problemi, la gelosia tra compagni per esempio.
Aiutare il figlio a sviluppare una sana aspettativa personale, accettando successi e fallimenti che derivano dal praticare uno sport. Questo è uno dei compiti principali che ha un genitore.
§ Parla con tuo figlio lontano dalla partita o dalla gara.
§ Cerca di stimolarlo a parlare ad esprimere ciò che sente, ciò che gli piace dell’allenamento, le sue esperienze. Ci vorrà tempo perché inizi a parlare.
§ Cerca di creare l’auto coscienza di ciò che ha fatto di buono, anche se la squadra ha perso. Se ha giocato male cerca di parlare di cosa ha imparato dagli errori fatti e cosa fare per migliorare in vista delle prossime partite. Comprendere la sensibilità dei ragazzi e quando arriva di cattivo umore condividi i suoi sentimenti, fagli sentire che hai capito. Dagli una prospettiva più ampia della situazione.
Cosa fare con un figlio non atleta: ci sono tante altre possibilità di vivere lo sport, allenatore, giornalista, statistiche, arbitro…!
“Primo l’atleta, secondo vincere” ma il vincere ha un suo valore, si deve imparare dalle vittorie come dalle sconfitte ed occorre spiegarlo ai ragazzi che percepiscono la differenza.
Il modo in cui il ragazzo reagisce allo stress dipende dall’allenatore e dai genitori.
In una ricerca di USA TODAY confermata da molti psicologi si sottolinea che una gran parte dei problemi è creata da genitori che hanno imparato ciò che sanno dello sport dal guardare lo sport professionistico in televisione e si aspettano che i loro figli usino le stesse strategie e tecniche usate dai professionisti. Da genitore ed allenatore bisogna ricordare che non ci si può aspettare da un ragazzo di essere un mini professionista, innanzitutto è un bambino e poi un giovane atleta.
Ma quale che sia il programma sportivo di tuo figlio la cosa più importante è di trasmettergli un amore incondizionato.
Negli Stati uniti è uscito un libro, che sta avendo un gran successo, che titola: Will You Still Love Me If I Don't Win? ( Mi vorrai bene se non vinco?)